martedì 29 maggio 2007

Guarigione? Il parere di un medico

Interessante capitolo tratto dal libro “Effetto Prana – Concetti ed esperienze mediche in pranoterapia” (Ediz. Xenia) del compianto dott. Luigi Lapi, neuropsichiatra e pranoterapeuta, che affronta l’argomento “guarigione” (pag.188). Ne traggo alcuni spunti:

“Ascoltando le confessioni, le dichiarazioni, e più spesso le fanfaronate dei vari terapeuti, si ha un quadro molto incerto circa l’efficacia delle varie tecniche pranoterapiche, ed è per questo che inserirò sotto ogni capitolo uno schema per indicare quante sono le sedute necessarie, le percentuali di miglioramento e, dulcis in fundo, la percentuale degli insuccessi.
Perché, ovviamente, chi viene a raccontarci di avere percentuali di Guarigione (con la lettera maiuscola) nel 100% dei casi, o è un paranoico o un millantatore.
Questa sorta di statistica (molto approssimativa) è appunto desunta dalle dichiarazioni dei terapeuti e dalla mia personale esperienza.
Ne consegue che queste percentuali sono semplicemente indicative e il loro fondamento poggia sull’esperienza di pochi, in quanto molte confessioni e molte fanfaronate sono state escluse per non cascare nell’assurdo e nel ridicolo….
Guarigione: sì, certo, ci sono anche le guarigioni! Non sono molte, ma ci sono. Per guarigione deve intendersi una restituito ad integrum vera e perdurante nel tempo almeno un anno (e un anno è lungo!). Cioè il malato deve poter riprendere in pieno la sua attività senza che emergano disturbi, e con la scomparsa (accertata) della lesione provocata dalla malattia. Considerando le cose sotto questo punto di vista, le <> non superano molto il 10%. Ma questo dieci per cento riguarda tutte le malattie curate, e quindi si dilata sulle diagnosi semplici e si restringe sulle diagnosi difficili, e, tenendo presente che noi siamo l’ultima spiaggia (pochi sono i casi semplici e facili) il fatidico 10% è raggiunto con molta fatica.
Guarigione clinica: abbiamo già accennato alla differenza tra queste due "guarigioni" e la evidenzieremo ancora di più prospettando una percentuale che va dal 25 al 35%. La guarigione clinica per essere tale deve comportare la scomparsa dei sintomi di malattia per una durata di almeno sei mesi.
Risultato ottimo: si avvicina alla guarigione clinica, però con minore durata o con la persistenza di qualche sintomo non troppo fastidioso per il malato. Qui le percentuali possono variare molto da malattia a malattia, passando da un 20 ad un 50 %. Se ci mettiamo a fare la somma delle percentuali, suddividendole tra i grandi risultati e i minimi, ci troviamo già al 45% nel peggiore dei casi, e addirittura al 95% nel migliore dei casi. Io direi che un bravo pranoterapeuta potrebbe considerarsi appagato semplicemente raggiungendo <>. Diciamo che il risultato ottimo può estendere i suoi effetti anche per parecchi mesi, e lasciare il paziente abbastanza libero da disturbi importanti.
Risultati buoni: si può dire che questo è risultato più comune, che si protrae per 3-6 mesi con una netta diminuzione della sintomatologia, per cui il paziente può dirsi soddisfatto. D’altra parte è opportuno ricordare che la maggior parte delle malattie che giungono al pranoterapeuta hanno un decorso cronico con un peggioramento spesso discontinuo, intervallato da periodi di miglioramento immotivati e talvolta con scomparsa della sintomatologia. Questo va ricordato, altrimenti si corre il rischio di prendere per guarigione una normale "sosta" del processo morboso.
Risultati discreti: la sintomatologia morbosa si attenua in misura discreta per periodi di tempo in genere non molto lunghi, ma con soddisfazione del paziente, il quale riconosce l’utilità dell’intervento terapeutico, il che è di per sé già una vittoria del terapeuta….una folta schiera di pazienti rientra in questo gruppo composto, in gran parte, da soggetti affetti da forme croniche che non possono conseguire una guarigione clinica, ma che riescono a mantenere entro limiti tollerabili i loro disturbi…la percentuale oscilla tra il 60 e l’85%,
Risultati scadenti: con modesta diminuzione della sintomatologia e frequenti ricadute…le statistiche generali incidono per un 10%.
Risultati nulli: qui il problema è sempre complicato, perché questi insuccessi si verificano anche in malattie che normalmente conseguono miglioramenti netti. E allora perché? Questa domanda assilla la mente dei <> ricercatori (che sono pochi, incredibilmente pochi!), di quelli cioè che vorrebbero capire non solo questa apparente assurdità, ma anche tutti i problemi ad essa connessi…..Inoltre si osserva abbastanza frequentemente che laddove un terapeuta ha fallito, spesso un altro riesce! Sembra pertanto più esatto pensare che il "difetto" esista soltanto a livello di "interazione" tra i due soggetti, il terapeuta ed il terapeutizzato....."

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