martedì 29 maggio 2007

Introduzione alla Pranoterapia

Tra le tante teorie messe a punto sulla pranoterapia, la più accettabile e diffusa tra i suoi appassionati cultori è senza dubbio quella bioelettromagnetica, secondo cui il guaritore è una persona dotata di un campo elettromagnetico vitale più potente della norma, che riesce ad influenzare il corrispettivo del paziente, ottenendo in esso modificazioni significative.
Luciano Muti, nel suo libro "Conoscere la pranoterapia", ed. EDIERRE, avvalora questa tesi:
"Un numero di prove sempre maggiori indica i fenomeni bioelettrici come la base dello sviluppo dei processi biologici. Numerosi studi portano ad evidenziare negli esseri viventi differenze di polarità e di potenziale e, come conseguenza, presenze di campi elettrodinamici, che sono in parte costituiti da componenti atomici fisico-chimici formanti il sistema biologico.
Utile verifica di queste emissioni bioplasmatiche ed elettromagnetiche fuoriuscenti dalle mani di un pranoterapeuta sono le elettrofoto Kirlian, il cui principio è stato in questi anni notevolmente valorizzato da nuove ed importanti ricerche. Secondo l'ing. Marco Todeschini il veicolo principale dell'energia trasmessa dal pranoterapeuta è un campo elettromagnetico. Egli afferma che il corpo umano è una centrale elettrica che, seguendo i principi della fisica, può trasmettere, per induzione, ad un altro organismo basse frequenze elettromagnetiche sulle parti ammalate, normalizzandone le cariche elettriche positive o negative; l'energia bioplasmatica o bioradiante emessa, completa la normalizzazione energetica della zona alterata".

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