martedì 29 maggio 2007

Tecniche

Consideriamo le mani come una sorta di "antenne" con cui si capta e si irradia quel quid che siamo soliti definire "energia". Ognuna delle due mani può avere una diversa funzione: una può essere radiante o emettitrice, normalmente riconducibile alla destra; l'altra assorbente, la sinistra, che assorbirebbe la radiazione patologica. La prima va applicata in zone di carenza, la seconda in zone di ristagno o infiammazione. Abbiamo quindi due funzioni, quella di irradiare e quella di togliere: è la volontà dell'operatore a determinare l'una o l'altra.
Posizioni delle mani
1) Passi magnetici esplorativi. Palmi aperti e paralleli, si muovono esplorando lentamente il campo energetico. Questa tecnica è detta anche “sensibilizzazione” ed ha lo scopo di individuare le zone che inviano particolari segnali (caldo, freddo, vibrazioni). E’ una “diagnosi energetica” molto utile.
2) Passi magnetici: palmi aperti e paralleli lungo il corpo, dalla testa ai piedi. Tracciati lentamente calmano il campo, con vigore lo stimolano.
3) Passi rotatori: palmi aperti e paralleli. Movimento rotatorio lento in senso antiorario, per assorbire e disperdere l’eventuale accumulo dovuto ad un blocco energetico.
4) Palmi aperti, mani parallele tra loro, ferme all’altezza di una determinata zona. Servono per irradiare, stimolare o per assorbire, disinfiammare. Come già detto in precedenza, è la volontà dell’operatore a stabilire l’una o l’altra funzione.
5) Mani opposte, o a polarità. Una mano sul lato anteriore. l’altra sul lato posteriore. Creano una sorta di “campo” nel quale gli organi vengono immersi.
6) Mani a laser. Dita unite, palme aperte, posizionate ad imbuto. Immobili su un punto, hanno lo scopo di irradiare su una zona ristretta.
7) Mani a piramide. Punte delle dita unite rivolte verso il paziente, mani in posizione parallela. Si concentrano su una zona ristretta.

Fasi del trattamento
Contatto – Prima di iniziare un trattamento è necessario prendere contatto con il paziente. Ponete la mano sinistra sulla zona dello stomaco e cercate di “sentire” cosa vi comunica questa persona.
E’ una fase molto importante, potreste avere percezioni utili per capire la causa del malessere.
Sensibilizzazione – Abbiamo già accennato a questa tecnica, è una diagnosi energetica. Le mani si muovono lentamente esplorando il campo energetico del paziente, e a volte vengono attratte da determinate zone. Fidatevi sempre del vostro intuito, se un organo attrae particolarmente la vostra attenzione, probabilmente ha bisogno del vostro intervento. Mantenete le mani ad una certa distanza dal corpo ed annotatevi ogni sensazione. Ricordate che il campo energetico è attraversato da una rete di meridiani e di chakras: oltre alla parte interessata, potrebbe esservi segnalata qualche altra zona del corpo. Aprendo altre vie riuscirete a ripristinare il flusso energetico in tutto il campo ed a risolvere il problema.
Armonizzazione – o riequilibrio energetico. Prima di trattare la zona specifica, è indispensabile fare fluire l’energia ed aprire tutti i canali. Ponete la mano radiante sulla sommità del capo e l’assorbente sulla fronte (lavorate sempre a distanza di qualche centimetro dal corpo). Sentite l’energia che dalla mano destra passa attraverso il capo del paziente e fuoriesce dalla fronte. Può essere una sensazione di fresco, di lieve scossa elettrica o di formicolìo. Quando sentirete scorrere liberamente, spostate la mano sinistra alla gola, mantenendo la destra sul capo. Procedete, sempre con la mano assorbente, sulla zona cardiaca, lo stomaco, l’intestino, l’inguine, il perineo. In questo modo armonizzerete i chakras maggiori. Ponete ora la mano destra all’altezza della milza e la sinistra all’altezza del fegato: anche in questo caso, fate scorrere da una parte all’altra e quando avrete la sensazione di un libero fluire passate ad un’altra zona.
Ora potete iniziare a trattare il sistema endocrino. Mano destra sulla fronte, sinistra sulla gola (asse ipofisi-tiroide).
Concentratevi questa volta sulle pulsazioni e fate scorrere dall’ipofisi alla tiroide. Quando “sentirete” di avere raggiunto il ritmo giusto, passate la mano sinistra all’altezza dello sterno (asse ipofisi-timo). Anche in questo caso, cercate di dare un ritmo a queste ghiandole. Procedete con la mano sinistra al pancreas (asse ipofisi-pancreas), quindi alle gonadi (asse ipofisi-ovaie).
A questo punto fate sistemare il paziente in posizione prona.
Passi magnetici lenti lungo la colonna vertebrale, dalla nuca al coccige, con entrambe le mani. Cercate di assorbire quella energia bioelettrica in eccesso che va a formare veri e propri blocchi. In questo modo tratterete il sistema nervoso, e condurrete il paziente verso una sensazione meravigliosa di rilassamento profondo. Ora ponete la mano destra sulla nuca e la sinistra sul coccige: fate scorrere l’energia concentrandovi sulla sensazione di elettricità che percepirete e rimanete a lungo in questa posizione.

Queste sono le fasi preliminari di un trattamento di pranoterapia, cui segue l’applicazione locale.

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